Intervista al Maestro Vero Freschi – Forli aprile 1993

   Questo primo numero del Bollettino Shotokai sarebbe stato incompleto senza il contributo del Maestro Freschi, che dopo l'abbandono del M° Campolmi ha assunto la direziono dello Shotokaì-Italia. Questa breve intervista è stata realizzata da Ferrini in occasione dello stage di Forli del 3 e 4 Aprile 93.


   Ferrini: Innanzi tutto la ringrazio di avere accettato di rispondere ad alcune domande per il primo numero del Bollettino. Le chiedo di parlarci della sua esperienza nel Karaté, e del suo rapporto con il Maestro Murakami.


   Freschi: La mia esperienza è iniziata negli anni 60 e da tale epoca ho sempre lavorato con il Maestro Murakami credendo in lui e in quello che insegnava. Quindi per me era superfluo, e lo è tutt'oggi, cercare altre vìe.


   Ferrini: Dopo l'abbandono di Campolmi lei ha dovuto assumere la direziono dello Shotokai-ltalia, tra l'altro in un periodo molto difficile derivante dalla morte del Maestro. L'impressione dei praticanti più anziani (compresa la mia) è quella che Lei si è un pò "rinchiuso" nel suo Club, delegando ad altri tutte le iniziative, ci vuole spiegare se ciò è vero e per quali motivi?


   Freschi: Se per iniziative si intendono quelle politiche, allora le ho delegate tutte. Per il resto io non mi sono richiuso, sono altri, che per ragioni che non mi interessano si sono dispersi.



Maestro Tetsuji Murakami e Sensei Freschi

   Ferrini: Noi del Comitato Shotokai Toscana abbiamo espresso e manteniamo serie riserve sull'insieme delle ultime scelte organizzative: scelta della Federazione, Statuto, metodo di formazione della Comm.ne tecnica, compreso l'ultimo programma tecnico (libretto rosso). Ebbene ritiene che lenostre critiche siano giustificale?


   Freschi: Ricordo che il Maestro Murakami è sempre stato riluttante a mettere per iscritto programmi che imitavano i libretti editi dalle Federazioni.Tutto il suo metodo era fondato sul rapporto diretto nel Dojo, dove di LAVORAVA. Questa è anche la mia convinzione.


   Ferrini: Dopo circa 6 anni dalla morte del Maestro, molte divisioni si sono consumate sia in Italia che negli altri paesi. Cosa ne pensa della nostra iniziativa di tentare di difendere rigorosamente l'impostazione del Maestro Murakami attraverso un programma di riunificazione didattica, e tecnica ma con uno Shotokai-llalia organizzato diversamente rispetto alla situazione attuale?


   Freschi: L'iniziativa del Comitato Toscana è lodevole e mi trova pienamente d'accordo. Però parlerei piuttosto di MURAKAMI-KAI ITALIA. Troppe persone, già squalificate in tempi diversi dal Maestro Murakami, si sono appropriate oggi della denominazione Shotokai-ltalia.


   Ferrini: Come Comitato Shotokai Toscana stiamo lavorando anche per costruire una Associazione Europea formala da: Ass. Shotokai Murakami France - Ass. Murakami-Kai Portoghese - Murakamì-Kai Svizzera ed una nostra organizzazione Italiana, con regole uniche e programmi integrati. Per arrivare a questo siamo convinti che prima dobbiamo unificare maggiormente il nostro lavoro e consolidare la nostra organizzazione. Pensiamo che questa unificazione non può essere raggiunta solo attraverso gli stage, quindi dal prossimo Ottobre Come Comitato Shotokai gestiremo un corso mensile per cinture Nere e marroni (in particolare per chi insegna nei Club). Il programma è stato preparato nei dettagli, anche con l'apporto del Maestro Luis de Carvalho che ha accettato dietro nostra richiesta, dì darci un aiuto. Una sintesi di questo lavoro verrà poi pubblicata di volta in volta nel Bollettino. Quale è il suo giudizio su questo progetto ? e possiamo contare sul suo contributo e cllaborazione?


   Freschi: Allacciare rapporti con i vari Murakami-Kai Europei è un programma moito interessante che certamente deve essere realizzato attraverso l'uniformità del nostro lavoro, facendo però bene attenzione a non "esportare" in Europa inventori, sofìsticatori, saltinbanchi con guantini e protezioni varie. In merito alle pubblicazioni, come ho espresso prima non ho simpatia per le tecniche "scrìtte".


   Non conosco personalmente il Maestro Luis de Carvalho, però attraverso le testimonianze dei miei allievi che hanno lavorato con luì, io ritengo un insegnante valido e degno di stima. Avrete enz'altro la mia collaborazione.


   Ferrini: A parte la nostra posizione ci sono altre esigenze ed opinioni sostenute dai Club dì: Parma, Modena, Ravenna, Rimìni, Cesena, ecc. Sta pensando a qualche iniziativa in grado di riportare a sintesi le diverse esigenze ed opinioni?


   Freschi: Se le varie esigenze ed opinioni fossero di carattere tecnico, metterei la mia esperienza a disposizione di questi responsabili di Club. Se al contrario fossero di altra natura, come credo che siano, allora non penso proprio di assumere alcuna initiativa in tal senso.


   Ferrini: Un ultima domanda, quali sono le sur aspirazioni per lo Shotokai del Maestro Murakami, e c’è qualcose che vorrebbe dire a tutti i praticanti della nostra scuola?


   Freschi : La mia aspirazioni per lo Shotokai del è che tutti coloro che lavorano con me, Maestri e non, tramandino fedelmente il prezioso insegnamento del Maestro Tetsuji Murakami.


   Ai praticanti la scuola Murakami-Kai voglio dire che oggi, di fronte alla profonda e diffusa crisi di valori, anche spirituali, vedere tanti allievi che credono nel lavoro che fanno e che faticano nel Dojo, spesso al limite delie ioro possibiiità fisiche, suscita in me un sincero sentimento di rispetto ed ammirazione, che esprimo a tutti loro..


   Forli 3 aprile 1993.

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