Lo stage di Berna

   Come di consueto si è svolto anche quest’anno, nei pressi di Berna in Svizzera,  lo stage del Maestro Luis de Carvalho.


   A mio parere è uno degli stage più duri dell’anno. Si svolge in tre allenamenti, ognuno dei quali più lungo e più duro del precedente,  si comincia sabato mattina con due ore e mezzo di pratica per continuare nel pomeriggio con quasi tre ore, prima di andare a cena. La Domenica mattina è tutta impegnata, dalle 9 alle 13 con un break di 15mn.


   Gli allenamenti così concentrati ma lunghi non permettono certo ai nostri muscoli di recuperare, così, già dal pomeriggio di Sabato le gambe sono doloranti e ti chiedi come farai a finire lo Stage.


   Ciò nonostante, è uno degli stage più piacevoli da fare, si parte da Forlì il venerdì pomeriggio, una tirata di 7/8 ore di macchina per arrivare già stremati a casa degli amici Svizzeri che, con la loro ospitalità ti offrono una sistemazione, sono davvero molto cordiali e disponibili. 


   La particolarità dello stage è che si svolge nelle immediate vicinanze di Berna, nelle palestre di piccoli agglomerati situati nel verde più verde della Svizzera. Il silenzio è assoluto, quasi irreale abituati come siamo al frastuono cittadino. Solo i campanacci delle numerose mucche che vi pascolano rompono questa pace.


   Proprio in concomitanza dello stage, si svolge una sorta di sfilata di bellezze fra mucche, dove le più belle sono scelte come reginette dell’anno. Potete immaginare lo scenario, mucche ovunque, tutte abbellite da fiori e lucidi campanacci.


   La palestra è molto bella, tutta in legno e vetro, ci si allena guardando fuori i prati e la tranquillità del luogo, restiamo attoniti al passaggio di una mongolfiera, una piacevole distrazione subito distolta dai comandi del Maestro.


   Dopo l’ultimo allenamento si riparte subito per l’Italia, il viaggio è caratterizzato dalle chiacchiere sul karate e dalle risate che seguono lo scendere dall’auto con i muscoli piacevolmente doloranti che ci fanno camminare come zombie.


   Questi tre giorni, al di la della pratica, sono un break alla quotidianità che ci accompagna durante l’anno, una sorta di bolla del tempo in cui ci si immerge senza dover pensare a niente per poi tornare rigenerati. Anche questo ci da il karate. 



Manuel Carro   

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