Viaggio del Maestro Egami in Europa del Maestro T. Murakami

   L’altro giorno, mia moglie mi dice che il divano della sala è molto vecchio e rovinato « Guarda ! » mi dice indicandomelo con il dito. Guardando ho effettivamente notato un buchino sul bracciolo del divano, che era in cattivo stato. Era un divano a buon mercato e l’avevamo utilizzato fin troppo a lungo. Ho detto a mia moglie che non avevamo i soldi ma che lo avremmo cambiato lo stesso. A quel punto mia moglie mi dice : « ti ricordi che il Maestro si riposava sempre qui. Questo non lo posso dimenticare». Tò, mi sono detto, sorpreso che le fosse rimasto impresso, mia moglie non è giapponese e ha incontrato il Maestro solo due volte per due settimane in tutto durante i suoi viaggi in Europa.


Maître Egami et épouse chez la famille Murakami,à Boulogne-Billancourt
Maestro Egami e consorte dalla famiglia Murakami, a Boulogne-Billancourt


   Durante il suo soggiorno tutte le sera mi degnava della sua presenza a cena.  I suoi pasti erano sempre leggeri e finiva presto. Diceva : « scusatemi », si alzava e si stendeva sul divano, prendendo le sue sigarette. Poi continuava a chiacchierare con noi. Questo era rimasto impresso nella mente di mia moglie. Le ho detto : « Bene ! Lo teniamo ancora ? ». « Si » mi ha risposto e abbiamo tenuto il divano finché è stato completamente rovinato. Durante uno stage a Lisbona, verso mezzogiorno ricevo una telefonata di mia moglie da Parigi. Mi dice : « Caro, il Maestro EGAMI è morto ». « Cosa ?! é vero ? » me lo aspettavo, ma non pensavo sarebbe successo tanto presto. « Ho appena ricevuto una telefonata dal Giappone » mi dice piangendo. Anche in quel momento mi sono detto: « Ma guarda! » . Ma le ho spiegato cosa doveva preparare per la mia partenza per il Giappone e ho riattaccato.


   Verso metà dicembre avevo informato mia moglie che il Maestro EGAMI era molto malato. Credeva profondamente in Dio e diceva che la cosa più importante era pregare, far dire una messa per la salute del Maestro e soprattutto credere in Dio, la cosa più importante nella vita.
   Tre giorni dopo abbiamo fatto dire messa alla chiesa spagnola di Parigi. Ho sentito la voce del prete pronunciare voti di salute e guarigione per il sig. Shigeru EGAMI. Il più importante è credere in Dio !


   Il mio contatto più vicino con il Maestro EGAMI, fu il suo soggiorno di un mese in Europa durante il quale mi ha fortemente impressionato. Se mi si chiede in quale maniera ho difficoltà a rispondere.     Desideravo che fosse un viaggio tranquillo e rilassato. Per questo mi sono assicurato che tutto fosse ben organizzato.
  Ho pensato che non bisognasse parlare di karaté a meno che non fosse indispensabile. Già questo era per me un esercizio difficile.


   Non so come spiegarlo ma ho percepito qualcosa di molto forte, molto importante. Ancora adesso non so cosa fosse. Per questo dico che mi è difficile spiegarlo.


   Sono arrivato in Francia quando il Karaté-Do era agli inizi. Dieci anni dopo, nel 1967, sono andato in Giappone per due mesi. In quel viaggio ho fatto visita al Maestro EGAMI e ho visto il suo nuovo lavoro. Questo ha scatenato in me la ricerca di una nuova Via. Era veramente come cercare qualcosa che non si conosce, in una camera buia, a tentoni. Tutti i giorni la ricerca continuava così, sforzandomi di trovare, a tentoni, da solo la nuova via. Non riuscivo a dormire. Ho pensato che mi ero messo su una strada molto faticosa e che con il tempo me ne sarei pentito. Ma c’è un proverbio che dice: « Restare tre anni su una pietra » ( « ISHI NO UE NI MO SAN NEN » significa che se si resta tre anni seduti su una pietra fredda, questa di scalderà – NDT).


   Diversi anni dopo, ho cominciato a sentire che le lamelle che mi coprivano gli occhi, cadevano. Ben lontano dai rimpianti, ho finalmente pensato che questo fosse un bene ed ero veramente felice. I consigli che Il Maestro mi aveva elargito, erano per me molto preziosi e mi sentivo pieno di gratitudine. Tuttavia, solo con questo, potevo seguire Il Maestro?


   La Francia non è molto vicina al Giappone, non potevo chiedergli consiglio quando non sapevo cosa fare. Ma anche questo, era il carattere del Maestro EGAMI, e credo lui lo sapesse. L’ 11 maggio 1976, sono andato a prendere Il Maestro EGAMI e sua moglie all’aeroporto Charles de Gaulle. Venivano con un gruppo a visitare l’Europa, vedere il karaté, e rendersi conto a che punto l’albero dello SHOTOKAI era cresciuto.  Il Maestro era accompagnato dalla moglie e dal segretario generale sig.  Miyamoto. Non erano nemmeno stanchi, nessuno sembrava stanco. Quando ha incontrato gli allievi ha stretto la mano a ciascuno di loro, sorridendo. Aveva l’aria contenta di una così calorosa accoglienza.


Maître Egami, son épouse Chiyoko avec maître Murakami à l'aéroport Charles de Gaulle
Il Maestro Egami, sua moglie Chiyoko con Il Maestro Murakami all’aeroporto Charles de Gaulle


   Alcuni impiegati dell’aeroporto e dei bambini  gli hanno chiesto l’autografo. Dopo essersi riposato a Parigi, il suo viaggio in Europa è cominciato dalla Svizzera. Anche il mio fallimento sarebbe cominciato dalla Svizzera. L’indomani mattina, sono venuti a prendermi e sono stato sorpreso quando ho visto la macchina .


   « Cos’è questa ? » Ho chiesto. « Non avevo scelta », mi risposero ? avevo chiesto un auto a quattro porte ma questa ne aveva solo due, era una macchina del 1957, anno del mio arrivo in Francia. Non potevo arrabbiarmi ed ho fatto salire Il Maestro EGAMI e sua moglie. Abbiamo guidato fino a circa 10 km da Ginevra, poi abbiamo sentito un rumore anormale. Rumore e fumo dal motore.
   Il motore aveva fuso a causa di una fuga d’acqua. Il Maestro mi ha detto : « Allora Murakami, è andato? » Io ero molto agitato. Il Maestro aveva l’aria molto calma ed io ero nel panico completo. Ma credo che il resto del gruppo del Maestro fosse ancora più agitato di me. In ogni caso chiesi al Maestro di cambiare auto e salire in quella che ci seguiva. Ripartì.
   Alla fine, il programma della giornata era rovinata, ci abbiamo messo molto a ritrovare l’auto che ci seguiva.

   Lungo gli alberi della via in cui abito, c’è un piccolo muro di pietre e dopo aver attraversato il giardino, diversi metri all’interno si trova il mio palazzo.


   Recentemente entrando in casa, vedo il mio Maestro che arriva da me, si ferma, lo vedo o è solo un ricordo? In ogni caso l’immagine è molto chiara. Quando era a Parigi, passava tutte le sere a cenare da me. Credo che non l’abbia dimenticato ed è per questo che di tanto in tanto viene a casa mia, vestito con un abito marrone scuro, pantalone beige e una borsa nera sulla spalla. Attraversa il giardino fra il muretto e il palazzo a grandi passi.


   Siamo arrivati in treno a Firenze, passando da Roma e Pisa, dove abbiamo passato molto tempo a fare acquisti. Tutti volevano portare a casa oggetti interessanti e tipici.


   Il Maestro Piero Campolmi, presidente dello Shotokai in Italia, si è occupato di tutto il nostro viaggio in Italia. Seguendo i suoi consigli, Il Maestro ha comprato un abito e una borsa (già citati sopra). Gli stavano molto bene. Anche lui ne era contento, diceva ridendo al Maestro Miyamoto : « Miyamoto, torniamo in Giappone con una nuova immagine ». Penso che arrivato a Narita si sia messo questo vestito.


   Dopo un breve viaggio in aereo sopra il canale della Manica, non siamo più in Europa: qui il mio francese corrente non funziona. Nonostante questo devo guidare il gruppo del mio Maestro.
   Avevamo programmato di lasciare il continente, ma non so da quanto tempo avevo intenzione di andare in Inghilterra.


   Quando siamo arrivati a Londra, mi sono trovato in grossa difficoltà. Al mio parlare francese "parigino" si contrapponeva la lingua Inglese. Finalmente qualcuno mi disse : "Monsieur, questa non è la Francia ! E’ Londra !". Poi ho incontrato un impiegato Armeno, e ci siamo sistemati nelle nostre camere.
A Londra, Il Maestro EGAMI aveva il miglior Inglese del Gruppo. Quando per esempio chiedeva un thé o un caffé,  la sua ordinazione arrivava sempre corretta. Ma io non sono mai riuscito ad avere né thé né acqua. Finalmente, Il mio Maestro mi ha detto : " Mio caro Murakami, sei piuttosto imbranato". Ero deluso e da quel momento ho avuto paura di Londra e ho perso la volontà di fare la guida della città, tanto mi sentivo incapace.


   Dal momento che non gli proponevo di guidarlo a Londra, lui stesso il giorno seguente mi propose impazientemente : " Murakami, prendiamo il CITIRAMA di Londra ". Ho cercato nella guida per sapere dove andare. Quel CITIRAMA era abbastanza misero. Ha viaggiato lungo il Tamigi e si è fermato alla Torre di Londra, e basta!
   Pensavo avrebbe attraversato tutta Londra. La sig.ra EGAMI e il M. MIYAMOTO sono andati lo stesso a visitare la Torre ma Il Maestro ha preferito rimanere nell’autobus. Non mi ricordo cosa gli ho mostrato.


   Infine si è messo a ridere : « In che razza d’autobus siamo ? La sig.ra EGAMI e il M. MIYAMOTO ci hanno raggiunto e lasciato l’autobus abbiamo preso un taxi. Il taxi era fantastico perchè gli dicevamo solo : " Westminster o Buckhingham " e andava sempre dritto senza bisogno di aggiungere altro. In più era meno caro dell’autobus e potevamo andare dove volevamo.
      In Europa, non si parla spesso della cucina Inglese. Ma esiste? Eravamo a Londra ed eravamo certi di poter trovare un ristorante di cucina Inglese. Finalmente ho trovato un ristorante all’ultimo piano di un grattacielo vicino al nostro hotel. Abbiamo deciso di andarci. Tuttavia non ci fecero entrare perchè non avevamo prenotato.


   Nel quartiere non c’erano molti ristoranti e non potevo chiedere al Maestro di camminare senza meta. Poi fermammo un taxi. Innanzi tutto ho chiesto : "Parlate francese ? ". Dio mi ha salvato dall’inferno " Un tempo, vivevo in Francia ", mi dice parlando francese con l’accento Inglese. Mi prendevo la rivincita sul disonore, il tassista ci portò in un piccolo ristorante cinese.
   La cucina era deliziosa e Il Maestro soddisfatto.
   La nostra guida non era brava. Il mio lavoro di capogruppo non era buono. Il Maestro ha pensato che questo modo di viaggiare non era comodo ma ci sono state molte scene divertenti durante il viaggio e penso mi abbia perdonato.


Repas des époux Egami à Boulogne-Billancourt, chez Maître  Murakami
Pasto dei Sigg. Egami a Boulogne-Billancourt, dal Maestro Murakami


   Dal momento che venivamo da un viaggio in Italia, il caffé di Londra non ci è parso per niente buono. Per gli italiani, il caffé è una bevanda apprezzata ma gli inglesi la considerano un dissetante un po’ come l’acqua. Avevo capito che Il Maestro EGAMI amava il caffé, ma sua moglie mi disse che si limitava a 2-3 tazze al giorno. Per questo esitavo ad ordinarglielo. Ma quando eravamo in Italia lui stesso chiedeva di ordinargli un caffé. Alla fine abbiamo dovuto chiedergli di astenersi. Naturalmente ne ha bevuti troppi ma il caffé italiano è così buono…. Anche a Londra ne beveva ma quando gli chiedevamo se ne voleva rispondeva spesso: " Più tardi, grazie ". Io amo molto il caffé e lo bevevo nonostante non fosse buono. Il secondo giorno di soggiorno a Londra gli chiesi se gli piacesse, ha fatto una smorfia come fanno i bambini per le medicine e mi ha detto:: " Oh! la la ! Il caffé di Londra sa di medicina ". Mi ha fatto ridere. Più tardi mi disse : "Murakami, tu ne bevi molto ". Gli risposi : " Si, mi sforzo ". Questo lo fece ridere.


   All'aeroporto si trovano spesso delle carrozzelle. Da tempo volevo provarne una, poiché si viaggia in maniera gradevole e la gente si sposta per lasciarti passare. Durante il suo secondo viaggio in Europa, ho accompagnato il Maestro EGAMI ad Orly da dove partiva per Madrid. Era il giorno seguente al suo arrivo dal Giappone. Aveva l’aria stanca e gli ho proposto di utilizzare una sedia, e l’ho richiesta. Dopo pochi minuti un ragazzo francese ha portato la " cosa " e l’ha aperta dicendo : " si sieda". Il Maestro esitava ma si è seduto.


   Ho creduto gli facesse piacere e di ritorno a Parigi gli ho chiesto :


   " Com’era la sedia ? ".


   " Non va bene ", mi rispose, " non ho potuto correre sulla scaletta dell’aereo e ringraziare " poi a riso. Ad un tratto ho capito che il Maestro voleva mantenere un atteggiamento degno in pubblico nonostante la sua cattiva salute, e ho rimpianto a lungo il mio errore.


   Tutti possono imparare a conoscere i diversi costumi, ma adeguarsi è difficile. In Europa, le donne hanno priorità per entrare ed uscire. Se non ne tenete conto vi si prenderà per maleducati. Questa volta il Maestro doveva incontrare degli specialisti del Budo, gli ho quindi spiegato : " prima le signore…". Ma secondo la situazione e a causa dell’abitudine il Maestro lo dimenticava spesso. All’inizio ero sempre al suo fianco per fare attenzione : "Maestro, prima sua moglie! ". " Ah! si, si d'accordo" e faceva entrare sua moglie. Ma nemmeno lei aveva l’abitudine di entrare prima del marito e quindi passava scusandosi senza sosta. Era divertente.


   Il Maestro non amava aspettare, quindi appena pronto voleva partire. Si dirigeva verso la porta e una volta arrivato si ricordava : " Prima le Signore " e aspettava con l’espressione delusa di chi si chiede : " Quale strano costume ! ". Io c’ero abituato, dopo aver vissuto a lungo in Europa, ma all’inizio lo dimenticavo spesso anch’io. Un giorno che Il Maestro aspettava sua moglie alla porta gli disse : " Allora! Sbrigati ! Presto ! " e d’un tratto ha cominciato a ridere …..


   Se ci fosse stato un francese in grado di capire il Giapponese vicino a lui, cos’avrebbe pensato di questa scena? Ancora una volta mi sono pentito di avergli insegnato questa usanza. Ero sempre vicino a lui per fare attenzione, ma credo che questo lo abbia infastidito.


      A seguire...


Tetsuji MURAKAMI   


   (Tradotto dall'francese al italiano da Isabelle Sebastiani)   

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